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Calcolo peso ottimale
Calcolo
dispendio calorico giornaliero
Alimentazione
e sport
Uso di carboidrati negli
sport di squadra
Diversi
studi hanno dimostrato che l'assunzione di
carboidrati (detti anche gludici o zuccheri) durante le prove di fondo
possono
migliorare le prestazioni. Il beneficio dipende dalla maggiore
capacità di
risintetizzare energia
sotto forma di
ATP, la molecola che permette la contrazione dei nostri muscoli, per un
tempo
più lungo, dal mantenimento di valori ottimali di glucosio
nel sangue, e dal
risparmio di glicogeno muscolare.
L'assunzione di glucidi
può inoltre ritardare i segni di
fatica a carico del SNC come umore, motivazione, processi
dell'informazione
somatosensoriale, percezione dell'intensità dell'esercizio,
eccitabilità della
corteccia motoria. Questi sono influenzati dall'aumento della
serotonina, riduzione
della dopamina e dall'accumulo di ammoniaca.
Recentemente
alcuni ricercatori hanno messo in evidenza
che ci possono essere effetti positivi anche in caso di sport di
squadra con
attività aerobiche-anaerobiche alternate. In questi casi
assumere dei carboidrati
subito prima di iniziare la gara e nell'intervallo fra il primo ed il
secondo
tempo determina un significativo aumento di alcune prestazioni fisiche
nell'ultimo quarto d'ora, mentre rimangono invariate nei tempi
precedenti.
Tenuto conto dell'importanza dell'idratazione i carboidrati sono stati
somministrati in forma di soluzioni acquose e controllati rispetto alla
situazione in cui gli stessi soggetti bevevano soltanto acqua e sali
minerali.
In questa situazione la velocità di corsa sui 20 metri, il
salto in alto da
fermo, la resistenza alla fatica, la coordinazione motoria tendono a
ridursi
mediamente nell'ultimo quarto d'ora rispetto all'inizio sia del primo
che del
secondo tempo. Quando gli atleti assumevano anche carboidrati
le prestazioni invece tendono a mantenersi
anche alla fine della partita e quindi risultano superiori alla
situazione di
controllo. Con i test attualmente disponibili non sono invece state
osservate
variazioni significative sul tono dell'umore,
sulla concentrazione, sull'abilità di decisioni rapide e
sulle funzioni
cognitive. L'assunzione di carboidrati previene l'accumulo di
serotonina a
livello cerebrale, che può essere responsabile della
riduzione delle
prestazioni durante lo sforzo. La serotonina aumenta perché
l'esercizio aumenta
gli acidi grassi liberi nel sangue che favoriscono il trasporto nel
sistema
nervoso centrale del triptofano, precursore della serotonina. L'aumento
secondario di serotonina determina inibizione della dopamina a livello
di
alcune aree cerebrali, quali l'amigdala, l'area limbica, la corteccia
cerebrale. Inoltre l'assunzione di carboidrati può aumentare
il passaggio di
glucosio al cervello e la riduzione dell'accumulo di ammoniaca, dovuto
all'azione di risparmio dei carboidrati sull'utilizzazione del
glicogeno
muscolare. La dose ottimale di carboidrati per una partita di calcio ma
anche
di pallacanestro o di rugby si aggira in media sui 40 grammi, ma
è
proporzionale al peso corporeo nel senso che atleti più
pesanti di 85 kg ne
richiedono quantità superiori e atleti con meno di 70 kg
quantità minori (se
volessimo essere precisi diciamo quindi che la quantità
dovrebbe essere di 0,5
g per kg di peso corporeo). L'assunzione va distribuita nel corso della
partita
in particolare subito prima e nell'intervallo. La modalità
di scelta per
l'assunzione è quella di una soluzione in acqua al 6% circa
con aggiunta di
sali minerali, perchè viene favorito sia l'assorbimento di
glucosio che di
acqua. Il tipo di carboidrato può essere scelto a piacere
anche se sembra
consigliabile una miscela di glucosio, fruttosio e maltodestrine in
proporzioni
simili. In questo modo favoriremo le prestazioni fisiche alla fine
della
partita ma anche quelle mentali, con conseguenze positive
anche al fine della
prevenzione dei traumi.
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