BAMBINI a TORINO

La ricerca è stata realizzata con finanziamento della Città di Torino e in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Torino.

L'osservazione delle modificazioni dello stato di salute e di efficienza fisica della popolazione giovanile appare importante nei paesi industrializzati per evidenziare gli elementi su cui intervenire allo scopo di prevenire le malattie, l'inabilità e la morte precoce nell'età adulta. Iniziative in questo senso si sono e si stanno sviluppando in diversi paesi. Questo studio nasce con l'intento di aggiornare al 1996-'97 i dati, precedentemente raccolti dal 1982-'83 sino all'anno scolastico 1990-91, sulle condizioni fisiche dell'eterogenea popolazione in età evolutiva, compresa tra i 10 e i 12 anni, abitante in una grande area urbana quale è quella di Torino. Sono stati presi in esame globalmente 6655 ragazzi, di cui 3467 di sesso maschile (M) e 31 88 di sesso femminile (F), provenienti da 69 differenti istituti di scuola media inferiore della città di Torino, visitati presso l'istituto di Medicina dello Sport di Torino CONI-FMSI per il controllo dell'idoneità alla pratica sportiva. I dati presi in considerazione sono stati quelli anamnestici, ottenuti attraverso un questionario compilato dalle famiglie, quelli delle visite cliniche e delle prove funzionali riportati sul libretto personale medico-sportivo, Abbiamo potuto evidenziare come complessivamente i soggetti risultino in buono stato di salute per migliori condizioni di vita e di prevenzione. Ma se alcune malattie infettive appaiono in continua diminuzione come il morbillo, la malattia reumatica, l'epatite A, altre però tendono ad aumentare come la varicella e l'epatite B. Gli interventi chirurgici tradizionalmente frequenti in età infantile come tonsillectomie e appendicectomie continuano a diminuire mentre risultano stazionari rispetto al '90-'91 i casi di fratture ossee (12% in M e 1 0% in F). Ulteriormente in aumento i deficit visivi (il 20% di M e il 23% di F hanno un visus inferiore a 8/10) mentre le carie dentarie (complessivamente 15% dei soggetti) evidenziano una tendenza alla riduzione, anche se i casi trattati risultano ancora inferiori al 50%. L'assetto posturale dei rachide presenta aspetti contraddittori se da un lato risultano in riduzione le modificazioni di tipo scoliotico (scoliosi evidenti nel 0,17% di M e 0,35% di F) dall'altro appaiono in aumento le cifosi e le lordosi. La percentuale di soggetti praticanti sport, pari al 65% e 53% rispettivamente per M e F, risulta superiore agli anni precedenti anche se poi per la riduzione della popolazione giovanile in assoluto i praticanti sport diminuiscono. Lo sport preferito dai, maschi rimane nettamente il calcio (38%), mentre le femmine si distribuiscono abbastanza equamente fra pallavolo (27%), nuoto (26%), ginnastica e danza (20,5%). Confrontando i dati antropometrici con i controlli degli anni '80, si evidenze una tendenza all'incremento della statura e dei peso, con aumento dell'indice di massa corporea e dei numero di soggetti in sovrappeso, la cui causa appare legata allo squilibrio energetico fra calorie apportate con l'alimentazione e quelle spese con l'attività motoria quotidiana. Questo effetto non compensato dalla pratica di poche ore di sport influisce sul massimo consumo di ossigeno relativo al peso corporeo, che risulta diminuire progressivamente dal '82-'83 al '96-'97. Il sovrappeso incide inoltre già a questa età negativamente sugli adattamenti organici, determinando un aumento della pressione arteriosa a riposo e una riduzione della funzionalità respiratoria (rapporto VEMS/CVF). Nella valutazione funzionale a questa età appare più importante dell'attività sportiva lo sviluppo puberale. Esso determina infatti a parità di età cronologica variazioni medie di 11 cm di statura e 11 kg di peso con influenze importanti sui valori assoluti e relativi della forza muscolare, efficienza ventilatoria e potenza aerobica. I problemi più importanti che abbiano individuato appaiono connessi all'attività motoria e all'alimentazione, che si influenzano reciprocamente. L'attività motoria non appare da sola sufficiente per migliorare il controllo dei peso corporeo e prevenire o combattere l'obesità. Maggiori sforzi devono essere fatti per ottimizzare l'alimentazione che reca danni non solo quando è insufficiente ma anche quando risulta quantitativamente o qualitativamente eccessiva.

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