CONSIDERAZIONI SUL LIVELLO DI EFFICIENZA FISICA RILEVATO ALL'INIZIO DEL CICLO DI STUDI E SUL RAPPORTO CON L'ATTIVITA' SPORTIVA SCOLASTICA

P. Astegiano
Istituto di Medicina dello Sport FMSI-CONI di Torino e della Regione Piemonte
La ricerca è stata realizzata con finanziamento della Città di Torino e in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Torino.

Introduzione. Nella valutazione dei livello di efficienza fisica degli allievi al primo anno della scuola media superiore non si può prescindere da un confronto con la condizione degli stessi allievi al primo anno della scuola media inferiore. Pertanto, in questo lavoro si confrontano alcuni parametri fisiologico-antropometrici (massimo consumo di 02, forza muscolare, peso) in due specifiche età che finiscono per comprendere quasi completamente la fase di sviluppo puberale. Ancora una volta tale lavoro, che costituisce un capitolo della vasta attività di monitoraggio del bambino torinese nelle varie età dello sviluppo (dall'infanzia alla fine dell'adolescenza), ha potuto svolgersi e completarsi grazie al determinante intervento di sostegno dell'Assessorato alla Cultura e Sport del Comune di Torino e del Provveditorato agli Studi Provinciale di Torino, Enti ai quali si rivolge un sentito e caloroso ringraziamento.
Metodi e risultati. Come già detto, lo scopo di questo lavoro è verificare se vi sia o meno un incremento dell'attività sportiva con l'aumentare dell'età, anche in considerazione della presenza di un Corso organico di Educazione Fisica nella Scuola Media Inferiore, e se con ciò si manifesti una modificazione dei dati morfo-funzionali nel senso di un miglioramento dell'efficienza fisica dei soggetti valutati. Il campione considerato è di 1089 soggetti (551 maschi (M) e 538 femmine (F)) visitati in prima media (anno scolastico 1995-'96) ed in prima media superiore (anno scolastico 1998-'99), controllati sempre con la stessa metodica dei rilevamenti precedenti per evitare distorsioni nell'omogeneità e validità dei dati raccolti. Iniziando dalla valutazione dei soggetti praticanti attività sportiva genericamente intesa, i M di 10-1 1 anni la svolgono in 406 (74.5% del totale) e le F in 344 (63.94% del totale); a 14-15 anni sono rispettivamente 404 M (73.32%) e 338 F (62.83%): rispetto alla valutazione precedente del '95 si nota un considerevole incremento percentuale di praticanti attività sportiva genericamente intese sia ad 11 che a 14 anni, sia tra i M che tra le F. Per quanto attiene la componente agonistica, i M di 11 anni praticano sport in 88 (21.67% del totale di praticanti sport in termini generici vs il 12.4% del '95) e le F undicenni in 31 (9.01% vs il 3.81%), mentre a 14 anni sono rispettivamente 176 (43.56% vs il 19.60%) e 61 (18.04% vs il 7.39%). Anche in questo caso il dato appare confortante, almeno agli occhi degli autori di questo lavoro: esiste una rilevante significatività statistica sia per il numero totale (M e F) dei soggetti praticanti sport agonistico rispetto al 1995, sia nell'incremento della stessa attività di questi ragazzi passando dalla prima media alla prima media superiore. Nella tipologia degli sport, elemento di grande interesse per valutare il movimento giovanile nelle singole Federazioni sportive del CONI, il calcio appare ancora lo sport preferito in assoluto per i M a 11 anni come a 14 anni (35.33% e 36.63%), mentre tra le F primeggiano quasi pariteticamente pallavolo e nuoto (27.61% ad 11 anni e 28.10% a 14, 22.09% e 27.81% rispettivamente). L'efficienza fisica: consumo di ossigeno, forza muscolare, stato ponderale. L'efficienza dell'apparato cardiocircolatorio si ricava, nel campo della Medicina dello Sport, essenzialmente dal calcolo del V02 max, in questo caso espresso in l/min. secondo il metodo di Astrand modificato, già ripetutamente descritto e costantemente utilizzato nei controlli di massa. I risultati riferiti a questo lavoro sono stati i seguenti: i M di 10- 11 anni hanno presentato un V02 max 1.93 (d.s. 0,39) l/min. divenuto 2.36 (d.s. 0.40) a 14-15 anni in rapporto al peso, che appare sempre un dato significativo tenuto conto di quanto il sovrappeso incida nell'ambito della popolazione giovanile esaminata, i valori sono rispettivamente di 44.29 ml/(kg min.) (d.s. 3.09) e 42.59 (d.s. 3.93). Fra le F il dato è di 1.71 l/min (d.s. 0.33) in prima media e di 2.02 (d.s. 0.32) in prima superiore (39.50 ± 2.80 e 38.87 ± 2.69 in ml/(kg min)). I M di prima media risultano ancora in numero rilevante in sovrappeso (39.02% rispetto al 36.72% del controllo del '95), ma da questo dato in poi la situazione è decisamente migliore: in prima superiore solo il 26.32% è ancora globalmente in sovrappeso (vs il 30.6% del '95), mentre tra le F già in prima media sono solo il 35.13% vs il 41,48% precedente ed in prima superiore scendono ad un più confortante 33.09% vs il 43.7%. Se facciamo riferimento all'aspetto qualitativo del problema (tipologia del sovrappeso), i dati sull'obesità sono in repressione per i M (3.09% in prima media superiore vs il 5.39% precedente), ma soprattutto per le F (4.98% in prima media superiore vs l'8.48% del 1995). Un'inversione di tendenza di notevole portata, dunque, che deve far riflettere, peraltro, anche sulle riduzioni di consumo di 02 e forza muscolare descritte, specie se si considera che queste diminuzioni sono quelle rapportate al peso (ml/(kg min.) e N/kg).
Conclusioni. I dati raccolti in questo lavoro permettono di rilevare un'inversione di tendenza rispetto alle considerazioni che riguardano attività sportiva ed efficienza fisica nell'età adolescenziale, almeno per quanto attiene il risultato delle osservazioni effettuate dal nostro Istituto nell'ultimo quinquennio (1993/1999). In particolare, i praticanti attività fisica sia in termini generali che a livello agonistico sono considerevolmente aumentati, tanto fra i M quanto tra le F: tale aumento si caratterizza per la significatività statistica. Non vi sono, al contrario, sostanziali modificazioni nella scelta qualitativa dello sport praticato: il calcio è sempre il preferito tra i M mentre tra le F nuoto e pallavolo sono ampiamente le attività più praticate, all'incirca allo stesso modo. Il livello di efficienza fisica, riferito all'adattamento cardiaco nello sforzo di lunga durata (V02 max) appare migliorato aspetto ai dati, sia del '95, sia a quelli precedenti del '93, anche se rimangono inferiori ai valori della letteratura, specie per le F: i dati confrontati sono tutti statisticamente significativi, ad eccezione del confronto fra F del '95 vs '98. Per la forza muscolare riferita ai distretti esaminati, invece, si può parlare di dati sovrapponibili a quelli del controllo precedente, sempre inferiori ai dati della letteratura. Ma è sul sovrappeso che emerge la vera novità: nelle sue tre varianti si nota una riduzione dei dati complessivi, ma ciò specie a carico dei valori maggiori, addirittura in termini rilevanti (e quindi statisticamente significativi) sia tra i M che, soprattutto tra le F. Tale dato si raccorda con quello della netta riduzione dell'obesità anche ad 11 anni per M e specie F, rilevata da dati più recenti ricavati nel lavoro sui bambini torinesi di tale età aggiornato al 1997. Si può quindi concludere che le varie campagne di promozione ad una più corretta alimentazione, nate sulla scorta delle varie relazioni presentate dal nostro Istituto in questi anni e fatte proprio dagli Enti scolastici e dalle struttura pubbliche, cominciano a vedere sensibili risultati. Appare, invece, dubbioso se questa conclusione positiva possa configurarsi anche per le attività sportive: se è pur vero che appare evidente un incremento numerico dei partecipanti a queste attività, per contro i dati sul livello di efficienza fisica sono un po' discordanti (V02 max meglio della forza) e comunque meno rilevanti nelle prime medie superiori rispetto alle prime, nelle F piuttosto che nei M. Evidentemente la strada per un recupero della piena efficienza appare ancora più lunga da percorrere, pur se più definita e chiara: l'auspicio è che la costanza di intenti non si accontenti di quanto sinora ottenuto, anche se ciò non è poco!

INDICE