|
Incidenza dell'uso di
farmaci ed
integratori e lo stato ematologico di atleti di vario livello in
Piemonte
C.G. Gribaudo*, P. Astegiano*, A. Chiey*, G.P.
Ganzit*, M.
Valpreda**
* Istituto di Medicina dello Sport FMSI-CONI di
TORINO
**Direzione Sanità Pubblica, Assessorato alla
Sanità Regione Piemonte
Introduzione
Il doping è stato da sempre presente
nello sport ma
negli ultimi anni vi sono state segnalazioni ed evidenze di un uso
sempre più ampio e preoccupante tale da richiamare
l'attenzione dei mass media e della magistratura ordinaria. In
particolare l'attenzione è stata posta sulle sostanze non
identificabili ai controlli anti-doping, come rEPO e rGH, che la
moderna tecnica farmaceutica del DNA ricombinante ha reso reperibili in
grande quantità sul mercato. Negli scorsi anni, in attesa di
metodi specifici di identificazione, per limitare l'utilizzazione di
rEPO si è deciso di utilizzare dei valori limite
dell'ematocrito (50% per i maschi e 47% per le femmine) per consentire
l'accesso alle competizioni sportive. Valori superiori sono ritenuti
pericolosi per la salute e l'atleta deve sospendere immediatamente la
propria attività sino alla normalizzazione del dato. Questi
limiti sono da considerare rimedi estremi ad una situazione non
altrimenti controllabile ma non certo ottimali anche da un punto di
vista di equità sportiva. Infatti atleti con valori naturali
attorno a questi limiti che non usano rEPO sono in continuo allarme e
corrono il rischio di essere sospettati di utilizzarla, mentre atleti
con valori naturali molto più bassi possono abbastanza
tranquillamente assumere rEPO senza indurre sospetti. Da questo punto
di vista i valori medio normali di gruppi di atleti sono di poca
utilità mentre più interessanti sono i dati
longitudinali dei singoli soggetti come si sta facendo da parte del
CONI con il progetto "Io non rischio la salute". Il sospetto dell'ampio
uso di rEPO da parte degli sportivi deriva soprattutto dai dati della
produzione industriale, in rapporto ad un uso terapeutico relativamente
limitato ed in questo caso invece l'incremento dei valori medi in
gruppi di popolazione sportiva potrebbe avvalorarne l'uso illecito.
Osservazioni di questo tipo sono state fatte su un gruppo limitato di
atleti da Videman e al. Da più parti sono state fatte
osservazioni sull'uso eccessivo di farmaci nello sport,
indipendentemente da effetti dopanti, ed anche di integratori
alimentari, in quantità talvolta eccessive e tali da poter
essere dannose alla salute degli sportivi. Ma non esistono dati
sull'incidenza generale di questo fenomeno nè delle
variazioni nel tempo. I dati sullo stato ematologico degli atleti sono
di diversi anni fa (2-5) e dati più recenti sono relativi ad
un numero limitato di soggetti (6-8). La conoscenza di dati
più attuali fornirebbe un punto di osservazione della
situazione e consentirebbe nel confronto con dati precedenti ma
soprattutto futuri di capire meglio la modificazione delle abitudini
farmacologiche degli atleti e delle possibili conseguenze.
Potrà ad esempio essere interessante notare se
l'introduzione del controllo delle caratteristiche elettroforetiche
dell'eritropoietina urinaria (7) e dei controlli ematici che saranno
introdotti all'Olimpiade di Sidney influirà sull'uso di
rEPO. Questo dovrebbe avere per conseguenza una diminuzione della
produzione di rEPO per riduzione della richiesta ed una modificazione
di alcuni parametri ematochimici tanto più rilevante quanto
maggiore è stato l'uso precedente come osservato ad esempio
da Videman e al.(1) su sciatori finlandesi e svedesi dopo
l'introduzione del controllo dell'emoglobina (valori limiti 18.5 nei
maschi e 16.5 nelle femmine). Considerazioni analoghe possono essere
valide in rapporto ad altri metodi di doping futuri. Ci è
parso pertanto interessante fornire un quadro attuale della condizioni
di alcuni parametri ematochimici, dell'uso di farmaci e di integratori
nella popolazione sportiva italiana e delle loro eventuali
interelazioni.
Soggetti e metodi
Sono stati presi in considerazione 1017 soggetti
praticanti
sport a livello agonistico, 192 di sesso femminile di età
media di 20.2 anni, statura 167.9 cm (DS 7.57), peso 57.6 kg (DS 8.49)
e 825 di sesso maschile di età media 22.9 aa., statura 178.7
cm (DS 7.57), peso 71.2 kg (DS 8.75). Le informazioni anamnestiche
sportive e quelle relative all'uso di farmaci e di integratori sono
state raccolte con un questionario anonimo abbinato con un numero al
prelievo ematico, attraverso il quale l'atleta ha potuto ritirare i
risultati del proprio esame. Il prelievo ematico è stato
eseguito a digiuno, con soggetto seduto da 15 minuti, senza uso di
laccio emostatico, con ago 21G. Sono stati scartati i prelievi con
segni di emolisi. Gli esami sono stati eseguiti presso un laboratorio
accreditato dalla Regione Piemonte e sottoposto a periodici e regolari
controlli di qualità. Sono state condotte le seguenti
analisi: esame emocromocitometrico completo con reticolociti con
apparecchio Argos ABX, sideremia con metodo ferrozima, TIBC con metodo
turbidimetrico, ferritina con metodo chemoluminescente, bilirubina
totale e frazionata con metodo di diazoreazione, transaminasi con
metodo IFCC a 37° C.
Risultati
Femmine
Nel gruppo di atlete esaminate lo sport prevalente è
risultato lo sci nordico pari al 32.3 % ( v. tab. 1) con la maggior
parte praticanti solo fondo e il 38.7 % praticanti biathlon, seguono
atletica e canottaggio. Per quanto riguarda l'atletica il 64.8% dei
soggetti esaminati pratica mezzofondo e fondo.
| Sport |
n
|
%
|
| Arrampicata |
2
|
1.04
|
| Atletica |
40
|
20.83
|
| canoa e canottaggio |
27
|
14.06
|
| Ciclismo |
8
|
4.17
|
| Ginnastica artistica |
5
|
2.60
|
| Nuoto |
9
|
4.69
|
| Pattinaggio |
8
|
4.17
|
| Pallavolo |
24
|
12.5
|
| sci nordico |
62
|
32.3
|
| tennis
e
squash |
7
|
3.6
|
| totale |
192
|
100
|
Tab. 1: Sport praticati dalle atlete esaminate.
La moda degli anni di pratica agonistica
è
risultata di 5 anni. La distribuzione è asimmetrica, ma
oltre il 50% dei soggetti pratica sport agonistico da 3 a 7 anni.
L'impegno dell'allenamento come numero di sedute alla settimana
evidenzia una distribuzione non normale con una moda di 5 sedute, con
oltre il 50% delle atlete che sono impegnate da 4 a 7 sedute alla
settimana. Il numero dei giorni alla settimana di impegno fisico varia
da 1 a 7 con una moda di 6 giorni (35% dei soggetti) e oltre il 90% dei
soggetti impegnati da 4 a 7 giorni la settimana. Le ore di allenamento
al giorno variano da 1 a 4 con la moda pari a 1.5 ore e quasi il 90%
delle atlete impegnate da 1.5 a 2.5 ore al giorno.
I soggetti hanno lamentato negli ultimi 6 mesi varie forme di
patologiam che hanno interessato il 26.6% delle atlete con una
incidenza del 3.6% delle sindromi influenzali che sale al 5.1%
considerando altri episodi febbrili non meglio identificati.
Relativamente frequenti sono anche le tendinopatie (3.6%) e le fratture
con una incidenza del 3.1%. Distorsioni, patologie del ginocchio,
lesioni muscolari ammontano globalmente al 6.2%.
| Farmaco |
n. sogg.
|
% farmaci
|
% atlete
|
| antibiotici |
18
|
13.85
|
9.38
|
| antispastici |
3
|
2.31
|
1.56
|
| antistaminici |
2
|
1.54
|
1.04
|
| antipiretici |
9
|
6.92
|
4.69
|
| beta2-stimolanti |
3
|
2.31
|
1.56
|
| cortisonici |
6
|
4.62
|
3.13
|
| estroprogestinici |
8
|
6.15
|
4.17
|
| FANS |
54
|
41.54
|
28.12
|
| mucolitici |
5
|
3.85
|
2.60
|
| vari |
22
|
16.92
|
11.46
|
Tab. 3: Farmaci utilizzati negli ultimi 6 mesi dalle atlete esaminate
Il ricorso a farmaci negli ultimi 6 mesi
è stato
fatto da 84 atlete pari al 43.7%, ma alcune hanno assunto
più di un farmaco e questo spiega i risultati riportati in
tabella 3. I farmaci più usati sono gli antiinfiammatori che
rappresentano il 37.7% circa dei farmaci assunti e sono stati
utilizzati negli ultimi 6 mesi dal 25.5% delle atlete. Segue l'uso di
antibiotici che rappresentano il 13.8% dei farmaci utilizzati e sono
stati assunti dal 9.4% delle atlete. Nel solo caso segnalato di anemia
sideropenica l'atleta ha assunto ferro e folati.
| Integratori |
n. sogg.
|
%
integratori
|
% atlete
|
| AAR |
38
|
18.27
|
19.79
|
| Proteine |
4
|
1.91
|
2.08
|
| Creatina |
4
|
1.91
|
2.08
|
| Ferro |
25
|
12.02
|
13.02
|
| Folati |
9
|
4.33
|
4.69
|
| Ginseng |
11
|
5.29
|
5.73
|
| Glutamina |
1
|
0.48
|
0.52
|
| Glucidi e maltodestrine |
28
|
13.46
|
14.58
|
| Sali minerali |
58
|
27.88
|
30.21
|
| Polivitaminici |
30
|
14.42
|
15.63
|
Tab 4: Integratori utilizzati negli ultimi 6 mesi dalle atlete
esaminate.
I cortisonici sono stati utilizzati dal 3.1%
delle atlete per
infiltrazione e per trattare forme allergiche, i beta2-stimolanti dal
1.5% mentre nessuna atleta ha dichiarato di aver fatto uso di
anestetici o altri farmaci riportati nell'elenco delle sostanze doping.
Gli integratori alimentari sono utilizzati da 104 atlete pari al 54.1%
dei soggetti esaminati, 59 atlete pari al 30.7% fanno uso di 2
integratori, 27 atlete pari al 14.1% ne usano 3, 12 (6.2%) soggetti
utilizzano 4 integratori e 6 soggetti (3.1%) 5 integratori diversi. La
sostanza più utilizzata consiste in bevande con diversi sali
minerali che rappresentano il 27.8% delle integrazioni e sono usate dal
30.2% delle atlete esaminate (v. tab. 4). Seguono in ordine di
frequenza gli aminoacidi ramificati 18.2% degli integratori, usati dal
19.8% delle atlete. Il 14.4% degli integratori utilizzati sono
polivitaminici e il 13.4% carboidrati in particolare maltodestrine,
presenti ognuno nell'integrazione di circa il 15% delle atlete
esaminate. Solo il 2.1% delle atlete fa uso di integrazione di
creatina.
Per quanto riguarda i parametri ematologici abbiamo considerato come
normali quelli di atlete che non abbiano soggiornato a quote superiori
ai 1500 m per un periodo prolungato superiore a 10 giorni, nel mese
precedente il prelievo. I valori medi di riferimento del campioni di
175 atlete sono riportati nella tabella 4. Per la sideremia, ferritina
e bilirubina che hanno evidenziato una distribuzione non normale dei
valori nella popolazione è indicata la media geometrica, gli
intervalli di confidenza al 95% e gli intervalli di tolleranza al 95%
indicati anche con il termine di limiti fiduciali della popolazione e
che comprendono i valori considerati normali. Il coefficiente di
variabilità è simile per globuli rossi,
emoglobina, ematocrito e parametri derivati eccettuato MCHC dove il
valore è più basso. Risulta più alto
invece per RDW ma soprattutto per i reticolociti.
| Parametro |
m
|
DS
|
CV
|
|
Globuli rossi (x10^6/mcl)
|
4.465
|
0.331
|
7.41
|
| Globuli bianchi
(x10^3/mcl) |
6.395
|
1.535
|
24.00
|
| Emoglobina (g/dl) |
13.38
|
0.87
|
6.55
|
| Ematocrito (%) |
39.95
|
2.63
|
6.59
|
| MCV (fl) |
89.66
|
4.48
|
5.00
|
| MCH (pg) |
30.03
|
1.67
|
5.58
|
| MCHC (g/dl) |
33.51
|
0.86
|
2.57
|
| RDW (%) |
14.57
|
1.58
|
10.84
|
| Reticolociti (%0) |
11.49
|
5.30
|
46.13
|
| transferrina
(mg/dl) |
291
|
43.7
|
15.01
|
| TIBC
(mcg/dl) |
364
|
54.7
|
15.02
|
| AST
(UI) |
24.2
|
8.0
|
33.05
|
| ALT
(UI) |
17.2
|
5.9
|
34.30
|
| |
mg
|
IC
|
IT
|
| Sideremia
(mcg/dl) |
74
|
69-80
|
27-208
|
| Ferritina
(ng/ml) |
30
|
26-33
|
7-133
|
| Bilirubina
tot (mg/dl) |
0.55
|
0.51-0.60
|
0.20-1.52
|
| Bilirubina
diretta (mg/dl) |
0.11
|
0.10-0.12
|
0.05-0.25
|
| Bilirubina indiretta
(mg/dl) |
0.43
|
0.39-0.47
|
.014-1.31
|
Tab. 4: Parametri ematologici del campione di atlete esaminate.
mg: media geometrica; IC:
intervalli di
confidenza al 95%; IT: intervalli di tolleranza al 96%
L'età nelle atlete risulta in relazione
inversa con
il numero di globuli rossi ed influenza direttamente MCV, MCH,
sideremia e transferrina con una modesta incidenza. Non vi sono
correlazioni significative con i dati antropometrici. L'analisi delle
correlazioni fra vari parametri emocromocitometrici evidenzia una
stretta interdipendenza fra concentrazione di emoglobina ed ematocrito,
così come fra MCV e MCH. Con un indice di influenza minore i
globuli rossi appaiono in relazione diretta con emoglobina ed
ematocrito (r=0.717) ed in relazione inversa con MCV (r=-0.499), MCH ed
MCHC. Questo significa che nelle atlete esaminate un aumento del numero
di globuli rossi si accompagna a globuli più piccoli e con
minor emoglobina. Mentre è evidente un'interdipendenza
strettissima fra transferrina e TIBC (r=0.998) non vi è
correlazione fra sideremia e ferritina ed esistente una debole
relazione inversa fra tranferrina e ferritina (r=-0.320). Non vi sono
inoltre relazioni significative fra parametri ematochimici ed
emocromicitometrici.
Maschi
Negli atleti di sesso maschile esaminati che sono risultati
significativamente più numerosi delle femmine ( 81.1% del
totale) lo sport più praticato è risultato il
calcio (34%), seguito dal ciclismo (23.9%), sci (14%), canoa e
canottaggio (8.8 %), atletica (6.4%) e nuoto (3.6%). Seguono altri
sport in percentuali minori come si può osservare dalla
tabella 5.
| Sport |
n
|
%
|
| Arrampicata |
12
|
1.45
|
| Atletica |
53
|
6.42
|
| Basket |
18
|
2.18
|
| Calcio |
284
|
34.42
|
| Canoa o canottaggio |
73
|
8.85
|
| Ciclismo |
197
|
23.88
|
| Ginastica artistica |
5
|
0.61
|
| Nuoto |
30
|
3.64
|
| Pattinaggio |
4
|
0.48
|
| Pallavolo |
16
|
1.94
|
| Pesi |
5
|
0.61
|
| Sci
nordico |
116
|
14.06
|
| Tennis
o
squash |
12
|
1.45
|
| Totale |
825
|
100
|
Tab. 5: Sport praticati dagli atleti esaminati
La pratica di attività agonistica di
questo gruppo
varia da 1 anno a 30 ed ha una distribuzione asimmetrica attorno ad una
moda di 10 anni. Le sedute di allenamento presentano una moda di 6
sedute alla settimana ma la stragrande maggioranza degli atleti si
allena da 5 a 7 volte alla settimana. La durata delle sedute di
allenamento presenta una moda di 2 ore al giorno e la maggior parte
degli atleti esaminati si allena da 1.5 a 3 ore al giorno. Le
principali malattie lamentate negli ultimi 6 mesi sono risultate le
tendiniti pari al 13.4% delle patologie che hanno interessato quindi il
4.7% degli atleti. Seguono per un 10.3% le lesioni muscolari e le
patologie del ginocchio che comprendono lesioni meniscali, dei
legamenti crociati e condropatie. Le distorsioni hanno interessato
8..6% degli atleti. Quindi complessivamente le patologie riguardanti
l'apparato locomotore sono risultate più di ¾ e
precisamente il 75.69%. Il 31.7% degli atleti è stato quindi
interessato da una o più patologie negli ultimi 6 mesi. Non
vi sono differenze statisticamente significative rispetto alle atlete.
Il ricorso a farmaci negli ultimi 6 mesi è stato fatto da
297 atleti pari al 36%, ma alcuni hanno assunto più di un
farmaco e questo spiega i risultati riportati in tabella 16. In
particolare 79 atleti pari al 9.5% ha utilizzato due farmaci, 18 atleti
pari al 2.2% tre farmaci e 5 soggetti 4 farmaci. I farmaci
più usati sono gli antiinfiammatori che rappresentano il 62%
circa dei farmaci assunti e sono stati utilizzati negli ultimi 6 mesi
dal 31.6% degli atleti. Seguono gli antibiotici che rappresentano l'
11.9% dei farmaci utilizzati e sono stati assunti dal 6 % dei soggetti
esaminati. Il 1.4% degli atleti ha fatto uso di cortisonici e l'1.1% di
b2-stimolanti e antistaminici. Altri farmaci di uso controllato ai fini
doping denunciati dagli atleti sono costituiti fondamentalmente da
lidocaina. In tutti i casi gli atleti hanno dichiarato di aver fatto
uso di queste sostanze a fini terapeutici per periodi saltuari. Lo
0.36% dei soggetti ha ammesso invece di aver fatto uso di testosterone
per aumentare la massa muscolare. In tutti i casi si è
trattato di soggetti che praticano il culturismo.
| Farmaco |
n. sogg.
|
% farmaci
|
% atleti
|
| ansiolitici |
4
|
0.96
|
0.48
|
| antibiotici |
50
|
11.96
|
6.06
|
| antipiretici |
22
|
5.26
|
2.67
|
| antistaminici |
7
|
1.67
|
0.85
|
| beta2-stimolanti |
9
|
2.15
|
1.09
|
| cortisonici |
12
|
2.87
|
1.45
|
| disintossicanti |
3
|
0.72
|
0.36
|
| FANS |
264
|
63.16
|
32.0
|
| lidocaina |
6
|
1.44
|
0.73
|
| miorilassanti |
9
|
2.15
|
1.09
|
| mucolitici |
6
|
1.44
|
0.73
|
| sedativi
tosse |
4
|
0.96
|
0.48
|
| testosterone |
3
|
0.72
|
0.36
|
| vari |
19
|
4.55
|
2.3
|
Tab.6. Farmaci utilizzati dagli atleti
Nettamente più diffuso è
naturalmente
l'uso di integratori che sono assunti da 615 atleti pari al 74.5%.
Molti fanno uso di più di 1 prodotto e questo spiega i dati
di tab. 7. In particolare 450 soggetti pari al 54.5% usano assumere 2
prodotti, 188 soggetti pari al 22.8% ne assumono 3, 88 soggetti pari al
10.6% ne assumono 4 ed infine 11 soggetti (1.3%) ne assumono 5. Per
quanto riguarda il sistema di integrazione usato il più
diffuso è quello che fa ricorso ai sali minerali che
rappresenta il 31.3% degli integratori ed è usato dal 51.49%
degli atleti. Seguono a valori molto simili aminoacidi ramificati e
carboidrati in particolare sotto forma di maltodestrine. Entrambi
coprono circa il 18% dell'integrazione e sono usati da circa il 30%
degli atleti.
| Integratori |
n. sogg.
|
%
integratori
|
% atleti
|
| AAR |
243
|
17.97
|
29.45
|
| Creatina |
90
|
6.66
|
10.91
|
| Ferro |
31
|
2.29
|
3.76
|
| Folati |
6
|
0.44
|
0.73
|
| Ginseng |
32
|
2.37
|
3.88
|
| Glutamina |
3
|
0.22
|
0.36
|
| Glucidi e maltodestrine |
246
|
18.20
|
29.82
|
| Proteine |
55
|
4.07
|
6.67
|
| Sali minerali |
424
|
31.36
|
51.39
|
| Polivitaminici |
210
|
15.53
|
25.45
|
| vari |
12
|
0.89
|
1.45
|
Tab. 7: Integratori assunti dagli atleti esaminati
Il 25.5% dei soggetti ricorre a integrazione di
vitamine ed
il 10.9% fa uso di creatina. Tutti gli atleti hanno dichiarato di
utilizzare meno di 6 g al giorno di creatina. La dose più
diffusa è di 3 g e un solo atleta ha dichiarato di aver
fatto un carico di una settimana di 20 g al giorno per poi proseguire
con 3 g/die.
Anche per gli atleti maschi per quanto riguarda i parametri ematologici
abbiamo considerato come normali quelli dei soggetti che non abbiano
soggiornato a quote superiori ai 1500 m per periodi prolungato
superiore a 10 giorni nei 30 giorni precedenti l'esame. I valori medi
di riferimento del campioni di 780 atleti sono riportati nella tabella
8.
| Parametro |
m
|
DS
|
CV
|
|
Globuli rossi (x10^6/mcl)
|
4.909
|
0.434
|
8.84
|
| Globuli bianchi
(x10^3/mcl) |
6.020
|
1.390
|
23.10
|
| Emoglobina (g/dl) |
14.83
|
0.99
|
6.68
|
| Ematocrito (%) |
43.70
|
2.94
|
6.73
|
| MCV (fl) |
89.17
|
4.84
|
5.43
|
| MCH (pg) |
30.27
|
1.84
|
6.10
|
| MCHC (g/dl) |
33.94
|
0.83
|
2.44
|
| RDW (%) |
14.62
|
1.39
|
9.51
|
| Reticolociti (%0) |
10.78
|
4.54
|
42.12
|
| transferrina
(mg/dl) |
270
|
40.9
|
15.50
|
| TIBC
(mcg/dl) |
335
|
51.6
|
15.40
|
| AST
(UI) |
26.5
|
11.9
|
41.89
|
| ALT
(UI) |
21.9
|
9.6
|
43.84
|
| |
mg
|
IC
|
IT
|
| Sideremia
(mcg/dl) |
85
|
83-88
|
38-191
|
| Ferritina
(ng/ml) |
81
|
76-85
|
18-360
|
| Bilirubina
tot (mg/dl) |
0.71
|
0.69-0.74
|
0.26-1.94
|
| Bilirubina
diretta (mg/dl) |
0.14
|
0.13-0.14
|
0.06-0.33
|
| Bilirubina indiretta
(mg/dl) |
0.56
|
0.54-0.59
|
0.18-1.70
|
Tab. 8: Parametri ematologici del campione di atleti esaminati.
CV: coefficiente di
variabilità; mg: media geometrica; IC: intervalli di
confidenza al 95%; IT: intervalli di tolleranza al 96%
Il coefficiente di variabilità
è simile
per globuli rossi, emoglobina, ematocrito e parametri derivati
eccettuato MCHC dove il valore è più basso,
risulta più alto invece per RDW ma soprattutto per i
reticolociti, come già rilevato nella popolazione sportiva
femminile. Come per la popolazione generale anche gli atleti maschi
hanno valori maggiori rispetto alle femmine di emoglobina ed
ematocrito, mentre MCV, MCH, MCHC, RDW e reticolociti risultano simili.
Gli atleti maschi presentano valori maggiori di globuli rossi e le
atlete valori significativamente maggiori di globuli bianchi. Inoltre
tutti i parametri ematochimici analizzati risultano significativamente
maggiori nei maschi.
DISCUSSIONE
La scelta degli atleti potrebbe avere influenzato
i risultati
sia per il livello di pratica sportiva che per la
disponibilità volontaria a partecipare alla ricerca.
Dobbiamo però rilevare che non abbiamo registrato rifiuti da
parte degli atleti se non in taluni casi di intere squadre per
difficoltà logistiche. Il livello degli atleti è
stato molto ampio dai professionisti, agli olimpionici, agli atleti
dilettanti e quindi da questo punto di vista la nostra popolazione
sportiva è quanto mai ampia e corrisponde allo scopo del
nostro lavoro. Per cercare di migliorare la raccolta delle informazioni
il questionario è stato compilato da operatori addestrati
con salvaguardia dell'anonimato. In talune situazioni possiamo pensare
che gli atleti non siano stati del tutto sinceri circa la denuncia
delle sostanze utilizzate, ma questo avrebbe potuto ugualmente
verificarsi in caso di compilazione personale del modulo. Le differenze
riscontrate fra maschi e femmine sono in relazione alle caratteristiche
genetiche ma bisogna e conto eventualmente anche del fatto che le
atlete risultano praticare lo sport agonistico da un minor numero di
anni rispetto i maschi e per un numero minore di ore e di sedute. Per
quanto riguarda i risultati agonistici espressi come numero di vittorie
o posizioni di classifica finale non sono risultate invece differenze
significative fra i due sessi. L'uso di farmaci è abbastanza
diffuso (v. graf. 1 e 2) soprattutto anti-infiammatori con differenze
fra i vari sport.
Nelle femmine l'uso è maggiore
nell'atletica
rispetto alla pallavolo ed in questa rispetto a canottaggio e sci (v.
graf. 3). Nei maschi nell'atletica, calcio e nuoto vi è un
uso maggiore nei confronti di canottaggio, ciclismo e sci.
Sembrerebbero quindi legati al traumatismo acuto e cronico variabile in
funzione dello sport e del livello agonistico. L'uso di farmaci
appartenenti all'elenco doping è limitato anche per quelli
sottoposti a restrizione d'uso come cortisonici, anestetici e
beta2-stimolanti. Questo dato contrasta con quanto riscontrabile ai
controlli antidoping specie nel ciclismo ove un elevato numero di
atleti presenta certificato medico di prescrizione di questi farmaci,
che ne giustifica l'uso. Questo dato sembrerebbe indicare come l'uso di
sostanze doping sia limitato a certi gruppi di atleti ed in certi
ambienti, come il body building, piuttosto che un fenomeno ampiamente
diffuso nello sport. Più ampia è la pratica
dell'uso di integratori alimentari, più diffusa negli atleti
maschi rispetto alle femmine, forse in relazione ai diversi sport presi
in considerazione (v. graf. 1 e 2). Infatti questa pratica è
variabile da sport a sport. In particolare abbiamo rilevato che nelle
femmine un numero maggiore di atlete di canottaggio ed atletica ne
fanno uso rispetto alle praticanti sci e queste rispetto alle
pallavoliste. Nei maschi invece lo sport dove l'uso è
maggiore è il ciclismo seguito dal canottaggio nel quale
l'uso risulta significativamente più elevato rispetto a
calcio, sci e nuoto. Gli integratori salini sono i più
utilizzati (v. graf. 4) in tutti gli sport tranne atletica e nuoto. Nel
primo caso prevalgono i carboidrati nel secondo gli aminoacidi
ramificati. Anche nel calcio gli AAR sono più diffusamente
utilizzati dei carboidrati. Abbiamo invece constatato in generale un
ridotto uso di creatina tranne che in atletica e calcio (v. graf. 5)
con introduzione media di 3 g al giorno.
Il dato che più ci ha stupito
è quello
inerente l'ampio uso di aminoacidi ramificati. I dati della letteratura
sono infatti piuttosto contraddittori circa l'importanza della loro
integrazione in condizioni normali di alimentazione (10). Quindi il
loro uso appare più una moda che non una reale
necessità. D'altra parte se osserviamo i parametri
ematochimici in coloro che fanno uso di integrazione con AAR notiamo
che i valori di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito risultano
significativamente minori rispetto a coloro che non ne assumono. Il
motivo di ciò non è chiaro ma appare meritevole
di ulteriori indagini. D'altra parte i parametri ematologici non
appaiono invece significativamente diversi nei soggetti che usano
integrazioni di sali minerali, glucidi o vitamine. Ma stranamente le
migliori condizioni di sanguificazione sono presenti nel gruppo di
atleti che dichiarano di non far uso di integratori. Potremmo pensare
che questi siano in migliori condizioni di salute e non avvertano
quindi la necessità di assumere particolari sostanze.
Esaminando l'uso di farmaci ed in particolare di FANS non sono
rilevabili però differenze significative fra atleti che non
usano o che usano integratori. Sembra quindi necessaria un migliore
informazione che metta in evidenza l'importanza dell'apporto alimentare
e l'uso di integrazioni solo in caso di reale necessità. I
parametri emotochimici evidenziano nei soggetti esaminati una
situazione generale che riflette gli effetti dell'attività
fisica con valori di emoglobina ed ematocrito tendenzialmente inferiori
alla popolazione non sportiva. Questo fatto rende improbabile che ci
sia un uso diffuso di rEPO nella poppolazione sportiva studiata anche
se non esclude l'uso in singoli atleti. L'utilizzazione di integrazioni
di ferro (v. graf. 6) non appare fornire benefici da incremento delle
capacità ossiforiche del sangue nei maschi con valori
normali di sideremia mentre determinano aumento dell'emoglobina e del
volume corpuscolare media nelle atlete che hanno perdite maggiori
connesse con i flussi mestruali. Il soggiorno a quote superiori a 1500
m slm determina valori mediamente più elevati di emoglobina
e reticolociti in entrambi i sessi e di ematocrito nei maschi. Rispetto
alla popolazione normale negli atleti si rileva la tendenza a valori
più elevati di reticolociti con ematocrito ed emoglobina
normali, per cui è da ritenere che questo aumento sia
correlato ad una maggior distruzione di globuli rossi connessi con
l'attività fisica, sia per compressioni a livello della
pianta del piede che per microemorragie a livello dell'apparato
gastroenterico, in rapporto a situazioni ipossiche nelle fasi
più intense dello sforzo (11). A questo proposito si
osservano negli atleti un numero maggiore rispetto alla norma di
soggetti con aumento dei valori di bilirubina totale con aumento alla
reazione di Van de Berg in particolare della bilirubina indiretta ma
anche di quella diretta. Probabilmente l'esercizio intenso rende
evidenti condizioni latenti di deficit nell'espressione genica della
bilirubina glucoronosiltrasferasi (s. di Gilbert) (120).
L'attività fisica determina inoltre tendenziale aumento dei
valori di ferritina e dei valori di transaminasi nel senso che si
rilevano un numero maggiore di soggetti lievemente oltre i limiti
normali rispetto alla popolazione non sportiva. Questi effetti appaiono
in parte dovuti a conseguenze dirette dell'attività fisica e
dei traumi ad essa connessi. Non si può escludere che
possano essere conseguenza di un uso eccessivo di integratori di ferro
o di farmaci antiinfiammatori. Noi però abbiamo rilevato che
i soggetti che hanno dichiarato l'assunzione di integratori di ferro
presentano valori di sideremia non significativamente diversi dai
normali e i soggetti che hanno dichiarato l'uso di FANS non presentano
parametri ematologici significativamente diversi da coloro che non ne
hanno fatto uso negli ultimi 6 mesi. In conclusione i dati ottenuti
raffrontati ai dati della popolazione normale indicano che non vi
è nello sport un uso generalizzato di rEPO, che sarebbe
opportuno un uso più controllato di farmaci e soprattutto di
farmaci antiinfiammatori, che una migliore informazione potrebbe
indirizzare gli atleti verso un uso più mirato di
integratori.
BIBLIOGRAFIA
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